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Gioielli

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Armonie ritmiche
dell’artista novarese Anna Cammisa

Tra i lavori esposti: quadri materici, installazioni, opere ceramiche e gioielli

L’Arte di Anna Cammisa nasce da un sottile senso dell’eleganza, quasi a cercare la bellezza tra le pieghe della reminescenza e del mistero.
I suoi lavori esprimono una forza primitiva, ma delicata, di materia alchemica, come a rappresentare cose mai viste eppure concrete, l’allusione ad antichi miti, a divinità femminili, all’equilibrio tra forma e sostanza.

L’impiego della ceramica raku nelle sue opere, al di là degli effetti decorativi, evoca la simbiosi tra materia e spirito zen, un connubio cosmico tra elementi  primordiali e filosofie ancestrali.
I crittogrammi, linguaggi imperscrutabili ed enigmatici a testimoniare eterne comunicazioni tra terra e cielo, tra corpo e spirito, tra presenza e assenza.

L’oro delle sue ”formelle” ammalia e seduce, roccaforti silenziose a contenere la memoria degli elementi e il senno degli uomini. I vecchi ferri, raccolti con cura e accuditi amorevolmente, sono là a ricordare di tempo vissuto, di utilità e funzioni trascorse, di rispetto meritato, resuscitati a nuova vita e di trasparenze vestiti per essere ammirati e compiaciuti.

Ha pensato anche alla femminilità, Anna, alla sostanza di cui sono fatte le donne, consistenza e fascino, ma volubili e preziose come i suoi gioielli.    
Gli oggetti di Anna con semplicità e dolcezza, per grazia ricevuta e filosofia duchampiana bussano alle porte dell’Arte e l’Arte che è pura illusione nasce per magia. 

Vittorio Tonon

 

La Maja di Anna
fra terra e cielo
… movimenta fluidi e materie,
fra trasparenze e luminescenze artistiche

“ponte rampante tra terra e cielo
dei solubili processi alchemici,
movimenta con arte
la magia racchiusa degli elementi”

Gabriella Zafferoni Sala

 

Arte  Raku
La materia craterica, eterea, esoterica, cosmica,
evocativa dei 4 elementi ayurveda

Nei suoi preziosi lavori, l’alchimia e la forma, si fondono in un magico processo estetico ed evocano, nei percorsi della mente, antichi miti:
sono quiescenti le forze sismiche o vulcaniche e flegree del sottoterra, ctonie, divinità femminili che esplodendo il loro essere nel mito delle nozze sacre, rappresentano la fondazione di un ordine cosmico, ed in sintonia con lo spirito zen, questa volta rappresentato dalla tecnica raku, si esalta l’armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme legate al rito del tè e della sua piccola tazza racchiusa in un palmo di mano che gli ospiti si passano l’un l’altro.

Raku, il cui termine giapponese, significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere, derivante dal sobborgo di Kyoto, non è per Anna, solo una tecnica dall’effetto decorativo, è un singolare processo estratto dagli incandescenti forni, in cui gli ossidi e le cristalline plasmano la forma permeandola di magia.
E’ l’incanto del mondo ancora integro delle forze cosmiche che al contatto con l’aria, ossigeno della vita, si riduce a mera forma, ma che per l’esecutrice rappresenta la gioia della sperimentazione e dell’istintività, perché ogni oggetto pur piccolo è unico, è particolare, perché frutto di una passione.

La commistione fra elementi, passione e forma riaffiora in un altro mito, quello dell’ayurveda, la scienza della vita e l’uso dei minerali, dei metalli e della respirazione. Ecco, ancora una volta, elementi, forma e ossigeno, equilibrio tra etere e aria vata, fuoco e acqua pitta, acqua e terra kapha e l’equilibrio con la forma energetica o prakriti.

La forma è quindi plastica, continuamente mutevole, parte di un grande gioco ritmico.
E’ il  mondo della maya, l’incanto del mondo, che unito all’altro grande senso del pensiero indiano, quello del karman, o principio attivo del gioco, rappresentano il legame tra armonia e l’unità, tra le forze della natura ed il poter agire.
E l’arte è commisurata alla maya, al gioco di stupire, ammaliare, illudere, sedurre.

I preziosi incanti di Anna sono sogni magici da indossare come veste protettiva, sono umili simboli di un’eco di lontana memoria, non del tutto dispersa.

Gabriella Zafferoni Sala

 

Anna's Maya
creates movement between liquid and matter, the transparency and light of art
...somewhere between heaven and earth

“somewhere between heaven and earth a bridge joining the
fluid, soluble processes of alchemy
skilfully move the magic  contained in the elements”

Gabriella Zafferoni Sala

 

The Art of Raku

Material that is reminiscent of craters, ethereal, esoteric, cosmic, evoking the Ayurveda elements

Alchemy and form melt into a magical aesthetic process typical of her rich work, bringing to mind ancient myth: the seismic or volcanic and Plegrean forces  beneath the earth are quiescent, Chtonic, female deities that explode their existence in the myth of holy matrimony which represents the foundation of a cosmic order, in harmony with the Zen spirit and, on this occasion, represented by the Raku technique. They celebrate the harmony in small things and the beauty of simplicity and naturalness of form as in the ritual of the tea ceremony and the tiny cup which is passed between  the guests and held in the palm of the hand.

Raku is a Japanese term and quite literally means comfortable, relaxing, pleasing, the joy of being alive, and it finds its origins in the suburb of Kyoto. It is not simply a decorative technique for Anna, it is a singular abstract  process that comes from incandescent kilns in which oxides and enamels give form to shape, allowing it to permeate with magic. This is the enchantment of a world that still retains its cosmic forces and which on contact with air, life-bringing oxygen, is reduced to mere form, but which for the artist represents the joy of experimentation and the working of instinct, because each and every object, though small, is quite unique and individual, being the fruit of a distinct passion.

The mixing of elements, passion and form is once again present in the Ayureda, the science of life and the use of minerals, metals and breathing. Here once again are the elements, form and oxygen, a balance between ether and vata air, fire and pitta water, water and kapha earth  and balance with the form of energy or praktiri.

So form is plastic, continuously changing, part of a great rhythmic game. It's the world of the Maya, the enchantment of the world, which when associated with Karman the other great sense of Indian thought, or the active principle of the game, represent the link between harmony and unity, between the forces of nature and the ability to act.
Art is compared with the Maya, intending to astonish and charm while creating illusion and seducing.
Anna's rich jewel-like pieces enchant, are magic dreams that can be worn rather like protective clothing, humble symbols of a remote echo that has not quite vanished.

Gabriella Zafferoni Sala